Creatività ed emozioni

Siamo tutti creativi, almeno potenzialmente? La creatività è una caratteristica umana. È la chiave del successo in molte attività umane personali, professionali e sociali. La creatività produce emozioni. Produce arte.

La creatività è definita come «la capacità di generare idee o prodotti che sono, sia originali, sia potenzialmente utili per la società» l (Barron 1969). Tra i principali prodotti della creatività umana c’è l’arte.

Il rilevante contributo della ricerca ha permesso di confrontare e integrare i vari aspetti che coinvolgono la salute mentale e i processi artistici. L’impulso creativo, evidente nel lavoro dei redattori, nasce dalla conoscenza, dalla curiosità e dal desiderio di condividere le proprie esperienze.

Cosa spinge le persone ad essere creative?

Il desiderio di creare è un bisogno umano fondamentale. La persona creativa risponde al bisogno di rispondere a domande che hanno motivato la curiosità del creatore. Ma la creatività deve essere costantemente curata, nutrita e educata. Alla sua base c’è un insieme di emozioni, pulsioni, desideri, competenze e scopi. L’obiettivo finale della creatività è il raggiungimento di una ricompensa, di una gratificazione.

L’arte è il simbolo più alto della creatività umana. La musica, la pittura, la poesia sono alcuni esempi dei prodotti della creatività. Attraverso di esse le pulsioni creative trovano la loro strada. In un flusso incessante le idee, le emozioni, le attitudini, le competenze, la fatica del creatore raggiungono la più alta espressività creativa umana: l’Arte (Glaveanu & Kaufman, 2022).

Creatività e umore

L’umore influenza la creatività e ne viene a sua volta influenzata. In un circolo virtuoso il legame tra creatività e umore diventa imprescindibile. L’umore è fortemente coinvolto nel processo creativo.  Ne diventa artefice o bersaglio, creatore o vittima.  Il lavoro creativo nelle arti (musica, poesia, pittura, etc.), nelle tecnologie e nelle scienze può agire sull’umore. La creatività migliora la qualità della vita, riduce la sofferenza e arricchisce l’esperienza personale e fisica delle persone. Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato che una attività creativa può portare enormi benefici sulla salute mentale e fisica delle persone (Carson SH, 2011).

Creatività e processo curativo

La creatività può diventare un fattore positivo nel processo curativo. «Ha la capacità di lenire le ferite», dichiara Marie Forgeard (2019).  Questa affermazione riflette quelle di molti artisti che hanno sostenuto che il lavoro creativo li ha aiutati ad affrontare la sofferenza psichica. Scrittori come Virginia Woolf, Graham Greene o pittori come Van Gogh, Paul Klee o Frida Kahlo hanno parlato dell’effetto terapeutico nell’impegnarsi in imprese creative.

In ambito clinico queste affermazioni sono confermate dal ruolo delle attività artistiche in ambito riabilitativo psichiatrico. L’Art Therapy è una evidenza diretta degli effetti del processo creativo sui benefici psicologici delle persone affette da disturbi psichiatrici. Se l’arte è il prodotto della creatività, e l’arte crea benessere, la creatività è uno strumento importante per il lenire le sofferenze (Doku Asare EP et al., 2024).

La soluzione creativa: Eureka!!!

Tutti noi ci siamo trovati in situazioni in cui non sapevamo trovare una soluzione al problema. Siamo arrivati in un vicolo cieco. In quel momento sorge la frustrazione. Ma all’improvviso, apparentemente da una fonte conosciuta, esce lo zampillo creativo. “Aha”, ecco!. L’ “aha” entra a far parte dell’operazione mentale creativa. L “aha” nasce dalla cosiddetta espansione creativa che rappresenta la capacità di ampliare le idee, rompendo i limiti imposti dalle strutture concettuali preesistenti. Questo è il genio creativo? La soluzione improvvisa, geniale, nasce come una intuizione e porta alla consapevolezza (insight).

L’insight ha la capacità di emergere involontariamente, all’improvviso, come una sorpresa, una volta raggiunta la soluzione. Alla base della risoluzione del problema c’è, però, un duro lavoro.

Diverse operazioni mentali (cognitive) sono coinvolte nel pensiero creativo e non solo una. Entrano in gioco diversi protagonisti: la memoria, la semantica, la grammatica, il significato, il discorso, l’umorismo, la poesia e così via. Il problema e la qualità principale del creativo è quello di integrare questi fattori.

Raggruppare le operazioni mentali della cognizione creativa, è una delle maggiori sfide nella ricerca sulla creatività. Le diverse operazioni mentali possono agire da sole. L’abilità del genio creativo è quella di orchestrale, di rimodellare lo spazio del lavoro mentale e di dirigere il flusso delle idee. Alla fine, si arriverà all’ “aha”.

Emozione, cognizione e creatività

In uno studio di venti anni fa, Arne Dietrich individuava quattro tipi di creatività con corrispondenti attività del cervello (2004). Inserite in quattro quadranti le classificava come creatività cognitiva o emotiva, spontanea o deliberata. La creatività cognitiva corrisponde a quella scientifica, quella emotiva alla creatività musicale, letteraria, artistica visiva, etc.  Secondo questo modello ciascuna creatività può collegarsi e confluire in un’altra. Alla base di questi collegamenti c’è la connessione delle fibre dei neuroni tra diverse aree cerebrali. Il tutto dipende dalla plasticità cerebrale. Con questo termine si intendono i cambiamenti nei percorsi delle fibre dei neuroni all’interno dal cervello, fibre che formano una rete di connessioni tra diverse arre del cervello. Questi cambiamenti si sviluppano in risposta a comportamenti (ad esempio, l’allattamento), all’ambiente (ad esempio, ricco o povero di stimoli) e a processi fisiologici (ad esempio, crescita, insulti cerebrali). Ma alla base della plasticità c’è il duro lavoro, un allenamento cognitivo costante e stancante.

Fitness cerebrale e creatività

La ricerca è concorde nell’affermare il ruolo deciso dell’allenamento cognitivo della produttività creativa.   Ad esempio, l’allenamento musicale, l’improvvisazione e gli esercizi sono tra gli induttori più efficaci della plasticità cerebrale e del miglioramento delle funzioni esecutive. Si manifesta una riorganizzazione motoria e uditiva e un riequilibrio dell’attività dei neurotrasmettitori e degli ormoni in relazione alla musica. È stata osservato durante l’attività musicale una ipofunzione della corteccia prefrontale. Anche dopo un’ora di corsa si ha una riduzione dell’attività di tale area cerebrale. La concentrazione completa di un individuo è assorbita da un’attività che è in linea con i suoi livelli di abilità e i requisiti del compito da svolgere. Il cervello entra in una cosiddetta fase di flusso. Entra in uno stato di assoluto appagamento che accompagna l’esperienza quando si verifica, con l’assenza di un chiaro senso del tempo. In questo stato, gli individui non sperimentano emozioni negative o affaticamento mentale nonostante gli sforzi compiuti per mantenere prestazioni ottimali. Liberati dall’oppressione ipercontrollante della funzionalità del lobo prefrontale sulle funzioni cognitive, la restante parte del cervello è libera di dare sfogo alle proprie attività. Questa è la fase che prelude all’impulso creativo (Khalil R, Demarin V., 2024).

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Considerazioni finali

La creatività è un elemento fondamentale per gli esseri umani.  Nasce dalla fermentazione di esperienze raccolte lungo la storia e il cammino di ciascuno di noi. È un cammino di esperienze, di emozioni positive e negative, di sofferenze e di gioie, di successi e insuccessi. È un cammino di fatica e di lavoro spesso doloroso. La creatività nasce da tutto questo. Trova durante il suo cammino la gratificazione, il premio e la consolazione in luoghi accoglienti e condivisi.

Bibliografia
  1. Barron F. Creative person and creative process. Holt, Rinehart, & Winston. 1969
  2. Carson SH. Creativity and psychopathology: a shared vulnerability model. Can J Psychiatry. 2011;56:144-153.
  3. Dietrich A. The cognitive neuroscience of creativity. Psychon Bull Rev. 2004b;11(6):1011‐1026
  4. Doku Asare EP, Kushitor SB, Sutherland EK, Ofori Boateng M, Manortey S. Knowledge and use of art therapy for mental health treatment among clinical psychologists. PLoS One. 2024;19(:e0303246.
  5. Forgeard M. Creativity and Healing. In: The Cambridge Handbook of Creativity (Kaufman JC, Sternberg RJ, eds). Cambridge University Press, 2019
  6. Glaveanu V, Kaufman JC. Building off creativity to move from gifted to gifting. Gifted Education International. 2022; 38(3): 386-390.
  7. Khalil R, Demarin V. Creative therapy in health and disease: Inner vision. CNS Neurosci Ther. 2024 Mar;30(3):e14266.

 

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