Infiammazione e flora intestinale nella depressione

La depressione è un disturbo molto frequente.

La sua incidenza sta aumentando in tutto il mondo e colpisce circa il 10% della popolazione mondiale. Dopo la pandemia da COVID-19 si è osservato un aumento del 27,6% della depressione e dei disturbi d’ansia. La depressione è caratterizzata da tassi elevati di malattia, ricadute, disabilità e suicidio.

Le cause della depressione sono molteplici e ancora non del tutto chiarite.

Tra le varie cause negli ultimi anni ha trovato un posto di rilievo la relazione tra infiammazione e flora intestinale.


Ipotesi sulla genesi della depressione

L’ipotesi più comune riguarda il ruolo dei neurotrasmettitori monoaminergici e dei loro recettori. La depressione sarebbe associata a una deplezione / riduzione dei neurotrasmettitori: serotonina (5-hydroxytryptamine, 5-HT), dopamina (DA) e noradrenalina (NA). Sebbene questa ipotesi sia supportata da numerose e convalidate evidenze scientifiche non chiarisce del tutto i meccanismi di base.

Un’altra ipotesi riguarda:

la disfunzione dell’asse HPA (Hypothalamus-Pituitary-Adrenal) e una ipofunzione di quest’asse. Anche in questo caso non si hanno prove definitive.

Sono state proposte, quindi, altre ipotesi così come alterazioni neurotrofiche e neuroplastiche, alterazioni sinaptiche o cerebrali.


Ipotesi infiammatorie delle depressione

Una ipotesi sempre più accreditata riguarda il ruolo dei processi infiammatori e delle citochine.

CITOCHINE

per approfondire clicca sull’immagine a sinistra

I primi studi furono condotti dal gruppo belga di Maes (1992) che evidenziarono come l’alterazione dell’equilibrio della flora intestinale possa portare alla comparsa della depressione. La flora interstinale avrebbe un ruolo di hub (centrale di comando) nel controllo dei processi biologici associati all’asse HPA, ai fattori neurotrofici e ai meccanismi dell’infiammazione. La depressione è accompagnata da una immunizzazione periferica che a sua volta causerebbe alterazioni strutturali delle cellule di alcune zone del cervello.


FATTORI IMMUNITARI IMPLICATI NELLA GENESI DELLA DEPRESSIONE

Clicca sulle foto sottostanti per collegarsi alla pagina corrispondente per approfondire gli argomenti.

Associazione tra citochine infiammatorie e flora intestinale

La flora intestinale è un termine generico per indicare i microrganismi che risiedono normalmente nell’intestino. Ci sono circa 100 trilioni di batteri nell’intestino umano. Aumentano la capacità digestiva e riducono il rischio di malattie immunitarie. Hanno, inoltre, un ruolo fondamentale nel mantenere la salute generale delle persone.

La depressione sembra essere associata a una alterazione dell’equilibrio della flora intestinale. Rappresenta un fattore essenziale nell’asse “intestino – cervello” indicato anche come sistema MGB (microbioma-gut-brain). Il Sistema Nervoso Centrale (SNC) può agire direttamente o indirettamente sulla composizione e sulla funzione della flora intestinale che a sua volta può influenzare lo sviluppo e la funzione del cervello.


In recente studio (Xiaomi et al., 2023) è stato dimostrato che la flora intestinale nei pazienti con depressione sia alterata. Tale alterazione riguarda non solo il numero ma anche il tipo di microorganismi coinvolti. Ad esempio, gli Actinomiceti sono significativamente aumentati di numero, così come i Collinia e i Lactobacillus nella depressione grave. I Coprobacillus, invece, sono ridotti di numero. Sono state trovate differenze anche tra persone affette da depressione di sesso diverso.


Il ruolo della flora intestinale nella patogenesi della depressione è molto complesso e non del tutto chiarito. Il possibile meccanismo può coinvolgere l’asse HPA, il SNC, i nervi intestinali e la risposta infiammatoria immunitaria, i neurotrasmettitori, la mucosa intestinale e la barriera ematoencefalica (BEE).

  • HPA: la flora intestinale attiva l’asse HPA attraverso vari mediatori:
    • antigeni microbiotici
    • prostaglandine
  • Neurotrasmettitori:
    • elevati livelli di neurotrasmetitori nel cervello sono implicati nella miglioramento dei comportamenti simil-depressivi negli animali di laboratorio.
    • Alcuni batteri intestinali, così come la Klebsiella, l’Egeria, batteri anaerobici, gli Streptococchi possono alterare il metabolismo o la sintesi di uno o più neurotrasmettitori monoaminergici.
    • La flora intestinale attiva l’IDO, riduce i livelli di serotonina attraverso la via metabolica dell’acido urico.
  • Sistema immunitario:
    • l’azione della flora intestinale può attivare la risposta immunitaria.
    • L’asse MGB è una rete di trasduzione del segnale. I metaboliti della flora intestinale (così come gli acidi grassi a catena corta, le vitamine e i neurotrasmettitori) possono raggiungere il cervello attraverso i sangue e regolare i circuiti cerebrali.
    • Alcuni metaboliti pososno attivare le cellule infiammatorie del cervello.
  • Inflammasoma
    • la via di azione dell’inflammasoma sembra essere un importante via di comunicazione responsabile dei sintomi depressivi.
    • L’inflammasoma NLRP3 è fortemente attivato dalla stimolazione emotiva e la risposta infiammatoria che dipende da questo processo trasmette segnali infiammatori attraverso la produzione di IL-1 beta, IL-6, IL-8 e altri fattori di trascrizione infiammatoria.

ALTRI POSSIBILI MECCANISMI

  1. Uno sbilanciamento dei metaboliti della flora intestinale può determinare cambiamenti della funzione dei microbi che la compongono.
    • Una delle maggiori cause di ciò è lo stimolo emotivo.
  2. La risposta infiammatoria indotta dallo stress può modificare la flora intestinale e portare a uno sbilanciamento dei suoi metaboliti.
    • Anche in questo caso i segnali mediati dal NLRP3 inducano alterazioni della funzione cerebrale.
  3. L’alterazione della BEE (Barriera ematoencefalica) causata da una reazione infiammatoria può indurre una reazione patologia da parte della microglia conseguente a una alterazione della flora intestinale.

I cambiamenti del tono dell’umore hanno effetti significativi sulle alterazioni dell’equilibrio della flora intestinale.

Questi cambiamenti a loro volta hanno un effetto regolatore sulla funzione cerebrale e il NLRP3 ha il ruolo fondamentale in questo processo (Zhang et al., 2019). La deplezione di NLRP3 altera la funzione regolatrice normale della flora intestinale. Questa alterazione attiva la via dell’infiammazione (attraverso l’inflammasoma NLRP3) contribuendo alla patogenesi della depressione.

In conclusione,

la flora intestinale ha una forte correlazione con la risposta infiammatoria. I fattori infiammatori associati alla depresisone IL, IFN, TNF e altri fattori possono stimolare l’intestino e alterare la flora intestinale.

Questa, a sua volta, aggrava le reazioni infiammatorie attraverso la via NLRP3 e alla fine esacerba la depressione.

Articoli correlati