La solitudine nel tempo e nello spazio

Con questo titolo si apre l’articolo di Maike Luhmann e dei suoi collaboratori pubblicato in Nature Review Psychology (https://doi.org/10.1038/s44159-022-00124-1).

L’autrice della Faculty of Psychology, Ruhr University Bochum, Bochum, Germania afferma che “Le persone si sentono sole quando i loro bisogni sociali non sono soddisfatti dalla quantità e dalla qualità delle loro relazioni sociali”.

Gli autori hanno revisionato i risultati empirici sulle differenze nella prevalenza della solitudine nel tempo storico e nello spazio geografico.

Hanno, inoltre, discusso  quattro gruppi di fattori di livello macro che potrebbero spiegare queste differenze: valori e norme, vita familiare e sociale, tecnologia e digitalizzazione, e condizioni di vita e disponibilità di risorse individuali.

Per quanto riguarda il tempo storico, i media comunicano che la solitudine è in aumento, ma le prove empiriche sono contrastanti, almeno prima della pandemia di COVID-19. Per quanto riguarda lo spazio geografico, le differenze nazionali nella solitudine sono legate a differenze nei valori culturali (come l’individualismo) ma potrebbero anche essere dovute a differenze nella composizione sociodemografica della popolazione.

In tutto il mondo, le persone descrivono la solitudine come una esperienza dolorosa, alcune volte angosciante.

Attraverso i suoi effetti avversi sul sonno, sul funzionamento del sistema immunitario e su abitudini di vita salutari, la solitudine può portare a lungo termine in aumento del rischio cardiovascolare e la riduzione della longevità.

La pandemia da COVID-19 ha accentuato tale problematica che ha determinato anche un aumento degli stati d’ansia e depressivi (Franza et al, 2021; 2022).

Tutto ciò ha notevoli implicazioni sociali e ha la necessità di una attenta valutazione delle politiche sanitarie. È stato osservato, inoltre, che la solitudine è più frequente nelle persone con basso livello socioeconomico, con maggiore povertà.

La solitudine è anche correlata ai tratti della personalità. Gli individui con un alto livello di estroversione e stabilità emotiva sono meno inclini alla solitudine rispetto agli individui che non hanno questi tratti di personalità.

 Infine, le caratteristiche delle proprie relazioni sociali sono tra i predittori più prossimali della solitudine. Avere un partner, una grande rete sociale, frequenti interazioni sociali e relazioni di alta qualità riducono il rischio di solitudine.

Hanno un impatto determinante sulla solitudine anche fattori culturali, geografici e sociali in quanto influenzano la qualità e la quantità dei rapporti interpersonali.

La solitudine nel tempo

Storicamente la solitudine è stata descritta appartenere alle fasce di età adulte con una crescita negli anziani. Negli ultimi anni sempre più numerose sono le evidenze scientifiche e di dati che confermano un incremento dei livelli di solitudine negli adolescenti e nei giovani adulti. Esistono tuttavia differenze geografiche che hanno identificato un incremento della solitudine nei giovani di alcune nazioni orientali così come il Giappone. Significativi sono i dati relativi alla solitudine dei giovani del Meridione d’Italia.

Aspetti rilevanti a livello macro-fattori

Uno dei motivi per cui la narrativa popolare secondo cui la solitudine è in aumento persiste nonostante la mancanza di chiare prove empiriche potrebbe essere determinata dal fatto che molte società hanno sperimentato importanti cambiamenti nei fattori di livello macro che influenzano il modo in cui le persone formano e mantengono le relazioni sociali.

Valori e norme

I valori culturali cambiano costantemente.  Gli autori affermano che “’l’individualismo è in aumento in tutto il mondo ed è associato a una maggiore attenzione egoistica  allo sviluppo personale e a una svalutazione dei legami familiari tradizionali”.

L’individualismo non svaluta  di per se le relazioni sociali, in generale, ma piuttosto è definito come  un cambiamento nell’importanza dei diversi tipi di relazione.  Ad esempio, le relazioni con gli amici stanno acquisendo importanza rispetto alle relazioni con i membri biologici della famiglia

Un altro valore culturale con potenziali implicazioni per la solitudine è il materialismo. Il materialismo si riferisce all’importanza che le persone attribuiscono al denaro e ai beni e alle acquisizioni materiali. Il materialismo è associato a conseguenze negative come uno scarso benessere individuale e una maggiore solitudine.

I periodi storici sono anche caratterizzati dai valori e dagli atteggiamenti politici dominanti in quel momento. Un modo in cui il clima politico contemporaneo potrebbe contribuire alla solitudine a livello sociale è attraverso le sue implicazioni per i gruppi emarginati che potrebbero avere meno probabilità di subire discriminazioni personali e istituzionali (entrambi fattori di rischio per la solitudine) in periodi più progressivi rispetto in un periodo politico più conservatore”.

Tecnologia e mobilità

L’ampia diffusione degli smartphone e l’ascesa dei social media hanno sostanzialmente cambiato il modo in cui le persone interagiscono nella vita quotidiana. Gli spostamenti sociali, come le migrazioni di popolazioni, i cambiamenti climatici, la crisi politica ed economica sono considerati come fattori determinanti dell’incremento della solitudine.

La mobilità residenziale ha effetti dirompenti sulle reti sociali delle persone. Di fronte a una transizione residenziale, le persone spesso anticipano e sperimentano la solitudine, ma potrebbero anche essere motivate ad espandere le proprie reti sociali. Lo spopolamento di interi  territori ha determinato un annichilimento delle tradizioni che mantenevano saldi i legami sociali.

Conclusioni

Sono descritti soltanto alcuni aspetti associati all’incremento della solitudine che si osserva negli ultimi anni. In questo articolo sono stati analizzati i diversi aspetti temporali, geografici e culturali. Questa è, tuttavia, soltanto una estrema sintesi del lavoro degli autori tedeschi. Si consiglia pertanto la lettura dell’intera review cliccando sull’icona sottostante:


Altri consigli per approfondire l’argomento:

          Franza F, Solomita B, Tavormina G. Loneliness and Hopelesness: Their Role in the Depressive Cases during the COVID Pandemia. Psychiatr Danub. 2021 Sep;33(Suppl 9):14-17. PMID: 34559771.

      Franza F, Pellegrino F, Del Buono G, Solomita B, Fasano. Compassion fatigue, burnout and hopelessness of the health workers in COVID-19 pandemic emergency. European Neuropsychopharmacology 40(Suppl1):S476-S477

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