Tra clinica e neuroscienze: la legacy di Marcello Nardini

Razionale

Questo simposio vuole essere dedicato a Marcello Nardini, psichiatra clinico, psicopatologo e fenomenologo, che ha sempre cercato di intessere un dialogo tra  la “immaterialità della malattia mentale”, le influenze nord americane evidence–based, con la psicopatologia di natura filosofica, fenomenica e le neuroscienze.


Abstract

Il prof. Marcello Nardini nell’articolo “Dialogo sulla psichiatria e sulla sua identità” scrive: “è giunto il momento di concludere questo mio “girovagare” nei meandri e nel labirinto della mente e dell’esistenza umana e della storia dell’uomo e delle istituzioni: mi auguro di aver contribuito ad individuare il “filo d’Arianna” per poterne uscire. … Nel mio animo alberga un sentimento di soddisfazione, nella speranza di aver sostituito al paradigma della guarigione sociale della persona con malattia mentale quello della guarigione clinica della malattia mentale: solo così la persona non avrà più necessità di essere “riabilitata” e “riconsegnata” – abile ed abilitata – alla società civile, ma solo di “farsi abile” all’esistenza personale e soggettiva!  Esistenza personale e soggettiva che nel suo lavoro come psichiatra, come clinico, come formatore, come uomo di scienza ha sempre rispettato, considerando i pazienti – non pazienti – ma persone uniche ed irripetibili. La sua maniera di fare scienza non era riferirsi in modo apodittico a moduli aprioristicamente dati, bensì di intessere un dialogo tra la “immaterialità della malattia mentale”, le influenze nordamericane evidence–based, con la psicopatologia di natura filosofica, fenomenica e le neuroscienze e il tutto nella profonda consapevolezza delle differenze tra persone, mentalità, percorsi di vita, condizioni. Connettere le invarianti esperienziali con la storicità della persona, coglierne la mobilità e la mutabilità, cercare di afferrare il problema della comprensione del Significato senza appellarsi tout court a genesi esclusivamente in termini di dinamica neurale devitalizzando così l’esperienza effettiva destoricizzandola.  E ancora guardare alle neuroscienze tramite tecnologie in grado di afferrare l’esperienza allo stato nascente e spiegare l’esperienza fenomenologica anche in relazione alla dinamica cerebrale. Percepire la parzialità del descrivere ed ordinare la realtà fenomenica esclusivamente in termini nosografici e ricorrere alla psicopatologia.  A tutto questo è stata dedicata la vita professionale di Marcello Nardini. Un collega amico lo ha descritto come un uomo che sapeva ascoltare e ammettere le ragioni altrui, che si accompagnava con la stessa disinvoltura sia con gli ultimi, i dannati della terra, che con i padroni delle ferriere, mantenendo il suo stile. Una persona raffinata, una trasandata raffinatezza che indossava con totale disinvoltura. Marcello non ha cambiato il mondo ma ha indicato lo stile attraverso cui è possibile farlo (P. Palomba). I relatori di questo simposio attraverso i loro lavori cercheranno di far emergere tutto questo percorrendone le linee principali di pensiero dal suo viaggio dalla Clinica Neurologica di Genova alla SOPSI 2020!

In occasione del

XXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia

20 febbraio 2020

Ricordo del Prof. Marcello Nardini da parte del dr. Andrea Fagiolini

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